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piano caos



come si capisce dalla data, questa foto è stata scattata due anni fa quando nei luoghi dell'attuale disastro di Messina ci fu un'identica alluvione che per puro caso non ammazzò nessuno. In quelle zone questi due anni non sono stati impiegati per mettere in sicurezza il territorio ma anzi è proseguita la tumultuosa espansione edilizia sotto gli occhi benevoli delle amministrazioni comunali, provinciale e della regione Sicilia. L'isola è un grande bacino elettorale per il governo nazionale e spesso i voti sono stati chiesti a suon di condoni edilizi. Ora tutti questi morti che in altri luoghi d'Italia avrebbero scatenato la furia di politici e organi d'informazione, messo in pericolo lo scranno del presidente del consiglio. Gli amministratori sapevano, il governo sapeva ma per ampliare il consenso elettorale si incoraggia la speculazione irresponsabile invece di prevenire disastri annunciati e chi si oppone allo scriteriato saccheggio del territorio diventa oggetto di minacce e violenze. Adesso lo Stato onori le vittime innocenti e destini uomini e risorse alla guerra che un paese civile deve condurre nei confronti del terrorismo sociale: degli avidi speculatori, dei politici conniventi, delle cosche criminali, camorriste e mafiose, che inquinano le nostre strutture democratiche e colpiscono impuniti chiunque li ostacoli.

Pubblicato il 5/10/2009 alle 7.24 nella rubrica Diario.

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