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stasera al centro della puntata "slittata" di AnnoZero e recente protagonista al festival di Cannes (premio della giuria) IL DIVO di Paolo Sorrentino è anche un esempio di eccellenze della Campania. Oltre al regista e a tanti bravi attori, spicca ovviamente l'interpretazione di Toni Servillo che è ormai considerato uno dei migliori attori italiani contemporanei. Lo scrivo per riaccendere ricordi di un'altra Napoli: Servillo ha cominciato a recitare circa trenta anni fa in un periodo molto fecondo per il teatro napoletano. La Nuova Spettacolarità (felice invenzione linguistica del critico Giuseppe Bartolucci) fu in quegli anni a cavallo del terremoto del 1980 un movimento di profondo rinnovamento del linguaggio scenico. Dapprima in qualche teatrino off e, soprattutto, nella feconda culla del teatro Spazio Libero di Vittorio Lucariello e, poi, in spazi teatrali sempre più ampi ed affollati, gli spettacoli del Teatro Studio di Caserta (Toni Servillo regista ed attore) e di Falso Movimento (Mario Martone regista e vari attori fra cui Tomas Arana) lasciarono un segno molto significativo. Mi piace ricordare quel periodo e quel clima a pochi giorni dall'esordio del Festival teatrale del prossimo giugno. La città di oggi è forse più cupa e depressa ma questi sono i momenti in cui ci si aggancia ad ogni ramo.

Pubblicato il 30/5/2008 alle 23.40 nella rubrica Diario.

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