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un partito illuminista (220 W)



due segnalazioni su ciò che di concreto vive nel Partito Democratico su certi temi: la prima potreste anche vedervela sulla web tv dei ds ma invece vi consiglio di arrivarci dal blog di okappalaura che trovate nell'elenco a destra come laura (da trieste), la seconda è la seguente mail inviata da milano da luigi lusenti e che pubblico senza averlo consultato

Carissimi, ascoltando Giovanni Bianchi ieri sera al Forum dei Circoli del Pd
in  Camera del Lavoro e la rivendicazione di appartenere lui, credente, alla
cultura dell’Illuminismo, dei Diderot e dei d’Alembert,  perfino dei
Grundisse letti in tedesco (a proposito complimenti per la perfetta
conoscenza della lingua e, per chi non lo sapesse, Giovanni è anche un
discreto poeta), mi è venuta in mente una scoperta che feci andando a
Sarajevo durante l’assedio e il bombardamento della città. Coordinavo allora
gli aiuti umanitari che Arci portava in Bosnia e intrecciavo rapporti con le
organizzazioni antinazionaliste e pacifiste. Mi dissero alcuni amici
bosniaci che nel cimitero di Sarajevo esiste un luogo ove raccogliersi e
meditare, per tutte le religioni e, perfino, per chi è ateo o agnostico.
Verificai che fosse vero e sentii come, da quella bella e martoriata città,
venisse ancora una volta una lezione di vita: la possibilità per ognuno di
interrogarsi, partendo da qualsiasi visione del mondo, sul trascendentale e
nel contempo essere liberi nello spirito e laici nella mente.

Capii anche, in quei lunghi giorni che passavo a Sarajevo, che non ci sono
solo gli integralismi religiosi, ma pure quelli della politica, della razza,
della nazionalità, perfino dell’amore e della solidarietà. Mi piacerebbe che
il Pd li contrastasse tutti, e assumesse la tolleranza non solo religiosa,
come metro di pensiero. Se, come ha detto Giovanni Bianchi, siamo tutti
figli e nipoti del “secolo dei lumi”, allora lo scontro di libertà passa non
fra chi crede o non crede, ma con chi, invece che alle intelligenze, si
rivolge alla pancia della gente, alle paure e agli incubi e li
strumentalizza. E questi, qualsiasi segno religioso, bandiera nazionale,
distintivo di partito esibiscano  sono da combattere sempre e ovunque.



Luigi Lusenti

Pubblicato il 29/2/2008 alle 21.20 nella rubrica Costruiamo il Partito Democratico.

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