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ottimi argomenti per chi porta le paste


Diario


29 febbraio 2008

un partito illuminista (220 W)



due segnalazioni su ciò che di concreto vive nel Partito Democratico su certi temi: la prima potreste anche vedervela sulla web tv dei ds ma invece vi consiglio di arrivarci dal blog di okappalaura che trovate nell'elenco a destra come laura (da trieste), la seconda è la seguente mail inviata da milano da luigi lusenti e che pubblico senza averlo consultato

Carissimi, ascoltando Giovanni Bianchi ieri sera al Forum dei Circoli del Pd
in  Camera del Lavoro e la rivendicazione di appartenere lui, credente, alla
cultura dell’Illuminismo, dei Diderot e dei d’Alembert,  perfino dei
Grundisse letti in tedesco (a proposito complimenti per la perfetta
conoscenza della lingua e, per chi non lo sapesse, Giovanni è anche un
discreto poeta), mi è venuta in mente una scoperta che feci andando a
Sarajevo durante l’assedio e il bombardamento della città. Coordinavo allora
gli aiuti umanitari che Arci portava in Bosnia e intrecciavo rapporti con le
organizzazioni antinazionaliste e pacifiste. Mi dissero alcuni amici
bosniaci che nel cimitero di Sarajevo esiste un luogo ove raccogliersi e
meditare, per tutte le religioni e, perfino, per chi è ateo o agnostico.
Verificai che fosse vero e sentii come, da quella bella e martoriata città,
venisse ancora una volta una lezione di vita: la possibilità per ognuno di
interrogarsi, partendo da qualsiasi visione del mondo, sul trascendentale e
nel contempo essere liberi nello spirito e laici nella mente.

Capii anche, in quei lunghi giorni che passavo a Sarajevo, che non ci sono
solo gli integralismi religiosi, ma pure quelli della politica, della razza,
della nazionalità, perfino dell’amore e della solidarietà. Mi piacerebbe che
il Pd li contrastasse tutti, e assumesse la tolleranza non solo religiosa,
come metro di pensiero. Se, come ha detto Giovanni Bianchi, siamo tutti
figli e nipoti del “secolo dei lumi”, allora lo scontro di libertà passa non
fra chi crede o non crede, ma con chi, invece che alle intelligenze, si
rivolge alla pancia della gente, alle paure e agli incubi e li
strumentalizza. E questi, qualsiasi segno religioso, bandiera nazionale,
distintivo di partito esibiscano  sono da combattere sempre e ovunque.



Luigi Lusenti


29 febbraio 2008

di qualcos'altro?




il sindaco di Cervino legato e bruciato nella sua auto




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29 febbraio 2008

in campania stiamo facendo le liste (2)



svuotati dei locali per i comitati elettorali

(intanto sono partite le primariette sui blog ildivanosulcortile.blogspot.com e decidiamoinsieme fra i link accanto)


28 febbraio 2008

in campania stiamo facendo le liste (1)



quote rosa


26 febbraio 2008

l'incubo

 

Siccome per fortuna si è candidato per la quinta volta ed è ripreso il divertimento in rete con la "Confessione" che sbuca da ogni parte, rendo noto una mia vecchia idea di soggetto (anteriore al Caimano) per un video dal titolo rassicurante de L'INCUBO!

Tutta la prima parte del filmato consiste in una carrellata dell'era Berlusconi: lui che firma il contratto con gli italiani, che abbraccia dell'Utri, che abbraccia le veline, che passeggia in bandana, che fa le corna nella foto dei premier europei, che insidia la premier finlandese, che offende i musulmani, che dice di non averlo detto, nemmeno kapo', nemmeno alla moglie, nemmeno mondadori, nemmeno a licio gelli.
Improvvisamente questa sequenza si interrompe e si vede il volto sudato di un giovane che è seduto nel letto come se si fosse svegliato di soprassalto. Il ragazzo, visibilmente spaventato, si guarda intorno e un po' alla volta si tranquillizza.
La scena seguente inquadra il ragazzo, ancora in pigiama, in cucina. Si capisce che si tratta di una casa modesta dove abita una famiglia di gente non certo benestante. Alla madre, intenta a cucinare, il ragazzo racconta l'accaduto: di come avesse sognato di vivere in un paese dove il presidente del consiglio possedeva anche.........e aveva fatto........e ancora..........
La madre è una donna ormai spenta, più che sfiorita, ma alle dichiarazioni del figlio reagisce con un guizzo. Lei non condivide le opinioni del ragazzo e, anzi, ritiene che quello apparso in sogno sì che poteva considerarsi un uomo, uno che si era fatto da solo, che aveva tentato ogni strada per riuscire nella vita ed assicurare un avvenire alla sua famiglia. L'esatto contrario di quel fallito del marito (nonché padre del ragazzo), un uomo mediocre nella sua persistente onestà, che per non voler rischiare li aveva costretti a quell'esistenza grama.
Perplesso, il ragazzo si allontana per andare in bagno ma trova la porta chiusa. "C'è quel fallito di tuo padre!" urla la mamma. Il ragazzo bussa: "Papà, debbo entrare!" - "Esco subito figlio mio!" dice una voce inconfondibile prima che la porta del bagno si apra ed appaia lui, il mediocre papà Berlusconi in canottiera, mutandoni e retina in testa! Ecco il vero incubo! Lui è un pover'uomo ed io sono suo figlio!!!


25 febbraio 2008

di qualcos'altro?

 Naples in Italy

copio e incollo come contributo ad informazioni meno folkloristiche

 

Un commando armato entra in una impresa, cattura le maestranze, sottrae materie prima per centinaia di migliaia di euro, si dilegua nelle campagne. Non è l'Africa nera, è anche peggio ma è Napoli. La terza area metropolitana italiana. La prima del mezzogiorno. In provincia di Caserta che, negli anni Sessanta, era considerata il Nord del Mezzogiorno, per la densità delle imprese, nazionali e multinazionali. Relegata, oggi, al rango di terra di nessuno. Cronache di questi giorni. Questi fatti ci costringono a ribaltare le convinzioni sul futuro possibile per Napoli, disgraziata ex capitale del regno meridionale. Siamo abituati, finita la stagione euforica del miracolo economico dei Sessanta, a considerare il Sud come la parte del nostro paese in cui non esiste un tessuto industriale, perché non si è formato uno scheletro capace di sopportarne il peso demografico. Nel Sud oggi vive oltre un terzo della popolazione italiana ma il numero delle imprese manifatturiere è molto deludente. Secondo Mediobanca nel Sud si trova solo il 10% delle medie imprese italiane di successo. In Lombardia, dove vive la metà della popolazione meridionale, Mediobanca annota la presenza del 31% delle medie imprese monitorate. A questo rachitico scheletro industriale corrisponde, meglio ricordarlo, una disoccupazione strutturale. È fatta di donne, giovani e maschi adulti, progressivamente emarginati da una economia asfittica rispetto alle forze di lavoro disponibili. Ora, alla incapacità, nel passato remoto e prossimo, di alimentare lo sviluppo imprenditoriale si affianca bruscamente una minaccia.

L'insorgere di un vortice negativo che induca anche le poche medie imprese di successo esistenti ad andarsene: una desertificazione dell'economia legale. Il centro di questo vortice è l'area metropolitana di Napoli, una nebulosa e caotica entità urbana che tracima oltre il perimetro amministrativo del comune, inonda il territorio provinciale e si allarga fino al Casertano. In tutte le metropoli del mondo si manifestano costi e benefici, gioie e dolori della promiscuità, tra persone, merci, residenze, impianti di produzione e strutture commerciali. Questa sovrapposizione di funzioni ed interessi trasforma le città in grandi macchine collettive per la produzione ed il consumo delle merci, la distribuzione del benessere ed il miglioramento delle condizioni di vita. Non è un caso che nel mondo la maggior parte della popolazione si concentri nelle città: evidentemente i benefici prevalgono sui costi di congestione, che alimentano aggressività sociale e marginalità economica. L'equilibrio, tra costi e benefici della città, è il vero architrave capace di sorreggere e fare espandere le macchine urbane. Un architrave che si costruisce attraverso le reti per i servizi collettivi, dall'assistenza sanitaria ai trasporti, dal social housing - le case popolari per chi non un reddito adeguato - alle scuole pubbliche, dagli acquedotti alla nettezza urbana. A queste reti di servizi collettivi si affiancano i grandi centri commerciali, le fabbriche, l'edilizia residenziale, gli impianti per produrre e distribuire energia, le università, porti, aeroporti e grandi reti ferroviarie. Il fatto sorprendente e miracoloso è che questo complicato sistema di collegamenti e connessioni non richieda una centrale unica di comando. Le città sono organismi capaci di autoregolarsi, di darsi un ordine e di mantenerlo nel corso della propria crescita e del proprio sviluppo. Ma, come tutti gli organismi anche le città conoscono, purtroppo, la minaccia della metastasi. Un vortice che si espande rapidamente trasformando le componenti dell'organismo radicalmente. Ribaltando la loro utilità in potenti fattori di ostilità verso la vita stessa dell'organismo. Questo vortice ostile domina oggi la scena della metropoli napoletana. Dalla crisi nel ciclo dei rifiuti, alla frequenza con cui emergono le crepe della corruzione nella vita pubblica; dal degrado del tessuto urbano al malessere sociale generato dall'assenza di lavoro e dalla precarietà, con cui si lavora o si vive, fino ad una violenza che non conosce limite. Fino alla rapina armata delle fabbriche, al saccheggio ed all'aggressione della proprietà altrui. Fino alla distruzione del futuro. Che è, appunto, l'anticamera dell'abbandono e della desertificazione della città. Si può e si deve resistere alla tentazione di mollare tutto ed abbandonare Napoli ad un destino oscuro. Ma si deve anche riconoscere che questo tratto negativo è un dato peculiare di Napoli rispetto al Mezzogiorno. La vecchia capitale è diventata un peso inutile ed un parassita ostile del suo regno.

MASSIMO LO CICERO

Il Mattino del 24 febbraio 2008




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23 febbraio 2008

assemblea su PD ed elezioni



E dunque la facciamo martedì 26 febbraio, inizio ore 17,30, la nostra quinta assemblea post-primarie. La costruzione (in Campania molto arrangiata) del Partito Democratico e le elezioni politiche di aprile saranno gli argomenti all'ordine del giorno.




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23 febbraio 2008

il nuovo blog dei giovani ad avvocata

 

Yes, we can! ...........se pò fà!
22 febbraio 2008

Lo trovate fra i link quì a destra il nuovo blog che hanno aperto Davide, Renato e gli altri giovani che frequentano la nostra sezione, il nome esatto è demos.ilcannocchiale.it

AUGURI!




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23 febbraio 2008

passaparola

riprendo dal blog di decidiamo insieme e propongo il collegamento a questo appello che giunge da Treviso
trevisocittaperta.net


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. treviso città aperta

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17 febbraio 2008

rinviata assemblea di martedì 19

l'assemblea pubblica di martedì 19 è rinviata per permettere a un po' di noi di partecipare all'incontro con Livia Turco e Massimo Brutti che si terrà, sempre alle ore 17 di marted', a S. Maria La Nova (già convento, già sede provveditorato agli studi, un po' sede provincia di Napoli)




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